| Sergio Ramelli, una storia che fa
ancora paura
da "il Secolo d'Italia" |
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Il
senso del ricordo e il richiamo a una pacificazione fondata su una
memoria senza più buchi neri: queste le caratteristiche della
commemorazione di Sergio Ramelli e
Enrico Pedenovi avvenuta domenica a Milano per iniziativa del Comune e di
AN. Una ricorrenza, quella del 29 aprile, che accomuna due vittime di
destra dell'antifascismo militante. Ramelli fu aggredito il 13 marzo 1975 a
sprangate da militanti dell'estrema sinistra (morirà il 29 aprile) ed
Enrico Pedenovi, avvocato e consigliere provinciale missino, fu a sua
volta ammazzato il 29 aprile 1976 sotto casa in un agguato di
terroristi. Il nome di Ramelli e ancora soggetto a
censura nella sua ex scuola, l'istituto Molinari, che - come ha
denunciato Paola Frassinetti di An - non ha provveduto ad
affiggere la targa che ricorda il suo studente, nonostante
l'approvazione di una mozione in consiglio provinciale. AI caso del diciottenne milanese e
dedicato il libro fresco di stampa Sergio Ramelli, una storia che fa
ancora paura (Sperling&Kupfer editori, pp. 217, euro 12),
arricchito dalla prefazione di Luca Telese, cronista politico del Giornale
e autore di Cuori neri. il testo, di cui sono autori Guido
Giraudo, Andrea Arbizzoni, Giovanni Buttini, Francesco Grillo e Paolo
Severgnini, ricostruisce, fino alle condanne per l'omicidio, tutto il
dramma di quel ragazzo dai capelli lunghi e gli occhi castani e
luminosi, la cui storia da più di trent'anni è icona della barbarie e
della violenza cieca. La vicenda di Ramelli «fa entrare
direttamente dentro il fIlo di sangue di quegli anni», presentando la
Milano dove il servizio d'ordine di Avanguardia |