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Annalisa Terranova: "CAMICETTE NERE" a cura di Daniela Barbieri
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Libro
uscito da poco, scritto dalla giornalista Annalisa Terranova, nata a Roma
nel 1962, collaboratrice del mensile “ Area”
del “Secolo d’Italia”,
tra le fondatrici del Centro Studi Futura. Nel 1996 ha pubblicato “Planando
sopra boschi di braccia tese”, saggio sul movimento giovanile del
MSI; nel 2002 ha pubblicato ”Aspetta
e spera che già l’ora si avvicina”, dedicato agli eventi di
Allenza Nazionale in rapporto alla svolta di Fiuggi. Camicette
Nere va ad arricchire le pubblicazioni dedicate alla storia delle donne
nella Destra ed alla sua evoluzione, a partire dall’anno 1922, dunque
dalle sansepolcriste e squadriste con una loro forte etica ed azione. S.
Savino aveva presentato nel 1992 “
La
fede è una come la patria “ ripercorrendo con precisione la storia
delle ausiliarie in nero e grigioverde.Poi nel 1995 L.Garibaldi scrisse
“ le Soldatesse di Mussolini”
e, nel 1999, U.Munzi pubblicò “Donne
di Salò”. Edda
Ciano figlia di Benito Mussolini, nelle interviste rilasciate, si
esprimeva in termini di “ femminismo fascista” o di “ femminismo
nero”. E qui cade un muro, anzi due contemporaneamente: A
sinistra le donne dopo aver inneggiato alla vittoria delle streghe hanno
di nuovo indossato la biancheria intima e si sono accomodate, per la
maggior parte, sulle poltrone della comodità, mentre dall’altra parte,
al contrario, si sono affilate le armi ed aperti i cancelli della storia.
Ed ecco donne di forza e carattere, donne che sanno vivere il sociale ed
il politico. Il percorso non è stato facile ed è tuttora in salita, una
salita irta di ostacoli. Ma il dado della riscossa delle donne di destra
è stato tratto. L’autrice
ha saputo nel suo libro, con stile chiaro, ricordare tutte le tappe
fondamentali delle “Camicette Nere”. A partire dalle Ausiliarie, da
Donna Rachele e Claretta Petacci, passando da Margherita Sarfatti. Diverse
fra di loro ma forti, che hanno segnato indelebilmente la storia italiana. Ma
saranno gli occhi azzurri di Rachele a diventare una vera e propria icona
per tutti. Con
le ausiliare crollano molti preconcetti della società italiana, ed
emergono figure come Piera Grotteschi Fondelli, generale S.A.F. R.S.I.,
Fede Arnaud comandante del reparto Femminile della X MAS e nel
dopoguerra la famosa doppiatrice cinematografica, Raffaella Duelli
che si fece carico del recupero dei Marò del Barbarico a Nettuno,
per dar loro onorevole sepoltura. Molte ausiliarie vennero barbaramente
uccise nella mattanza della liberazione, solo perché avevano Nel
1946, nel Movimento Sociale Italiano le donne si riuniranno in attività
sociali, vedove e madri, rifugiate istriane, nobildonne e popolane saranno
tutte insieme per un’azione seppur debole ma incisiva. Qui emerge la
figura di Donna Assunta Almirante, forte ed indipendente da sempre,
trasversale nelle sue opinioni. Giorgio Almirante le soleva dire “ tu
non sei una donna….” E come poterlo smentire? Altre
donne: Jole Lattari, (la “ Evita del Mezzogiorno”), Anna Teodorani,
Amalia Baccelli, Carla De Paoli, Elsa Sabatini, Nadia Sala Zamboni.
Quest’ultima va ricordata come “una mamma speciale” perché quando
scrissero sui muri del liceo frequentato dal figlio “Zamboni sarai
sprangato dalla giustizia del proletariato” lei disse a suo figlio di
prendere una chiave inglese di metterla nella borsa e lasciare la cerniera
della borsa aperta. Brunella
Rauti nel 1975 scendeva in strada in pantofole e da sola affrontava un
gruppo di compagni che inneggiava contro il marito. Li guidava una donna
che nello scontro ebbe la peggio, mentre i suoi compagni non interferirono
minimamente….era il giorno dell’uccisione di Niki Mantakas. Erano i
giorni del processo per l’assassionio dei fratelli Mattei, erano i
giorni della morte di tanti giovani e del dolore delle loro madri,
sorelle, fidanzate….. donne degne di profondo rispetto, degne di essere
signore della Destra più di tante altre. Dal
1978 altre figure femminili si dedicano al partito Wilma Perina dirigente
di partito, sua figlia Flavia oggi deputato di An
e direttore del Secolo d’Italia, Anna Rossi Doria, Marlena
Novelli redattrici della rivista “ Eowyn” , Stefania Paternò, Adriana
Poli Bortone, in un melangè di tradizione ed innovazione sociale, con
un’idea di compenetrazione tra i due sessi. A
seguire donne guerriere e barricadiere con i propri camerati uomini: a
discutere di politica, letteratura, di guerriglia e di colla per
manifesti. A condividere paure ed attentati, scontri di piazza, processi,
funerali, campo Hobbit e sezioni. Ad essere intolleranti alle limitazione
del partito ed all’inserimento nella logica del sistema. Con
l’obiettivo di nuove strade e tanta voglia di fare. Ecco
Cristina Paternò e Francesca Mambro da sempre bastian contrariie:
nasce sulle rovine del femminismo anni ottanta il Centro Studi Futura che
si occupa di femminile tradizionale ma non solo; la sua presidente
Isabella Rauti figlia di Pino, auspica una terza via della donna di Destra
fra politica e sociale. Famiglia,
aborto e pari opportunità, temi che vanno di pari passo con la condizione
femminile all’interno dei paesi in via di sviluppo, con la bioetica, la
letteratura e la scrittura. Vengono studiate figure come Evita Peron,
Cristina Campo e Teresa Labriola, numerosi saranno i cenacoli femminili
delle postfasciste di Alleanza Nazionale che si accompagnano alle attività
di partito. Emergono i nomi di Roberta Angelill, eurodeputato e leader di
An a Strasburgo e Viviana Beccalossi che sembrano voler acquisire una
propria e nuova maturità ed indipendenza. Nel
1994 AN porta in parlamento sei donne, alle ultime elezioni politiche del
9 e 10 aprile 2006, Gianfranco Fini ha voluto una nutrita schiera di
tredici donne parlamentari. Tra quotiste rosa e antiriserviste indiane, tutte concordano però sulla complementarità e parità come dignità. Figure come Maria Ida Germontani, Daniela Santanchè, Angela Napoli, Giorgia Meloni, Barbara Saltamartini, e Angela Filipponio Tatarella, la fanno da padrone sulla scena femminile italiana della Destra. Con un occhio alle sempre amiche-nemiche della sinistra e con l’altro al dire ed al fare del loro patron di partito: Fini. Ma sempre tutte aspiranti a quella piena autonimia ed emancipazione ancora in parte da collaudare e fors’anche da sdoganare e che lascia così e purtroppo ancora un senso di aria al femminile stagnante e soffocante. Un libro da leggere, un libro "da meditare" Daniela
Barbieri |
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